26 novembre 2014

La Cittadella dello Sport e il delitto dei Cento Passi

La foto che mi ritrae di spalle non è stata scattata nella Striscia della Morte che costeggiava il lato est del Muro di Berlino ma nella libera e occidentale Fabriano. Precisamente nel pieno della Cittadella dello Sport, come è stata grottescamente ribattezzata le vecchia zona degli impianti sportivi, a riprova che giocare coi nomi è un tic irresistibile quando c'è da impacchettare il nulla o quando, invece, è necessario costruire qualche finzione funzionale ad altro.

Cittadella è termine di origine rinascimentale e fa riferimento a fortezze difensive, ad ambienti di cui viene rimarcata la separatezza e l'impenetrabilità. Denominazione correttissima e azzeccata perchè si ha davvero la sensazione di essere in un pezzo di città separata, abbandonata e tendenzialmente moribonda.

La Cittadella dello Sport è un'invenzione sagramoliana, quindi tendenzialmente triste. Ma è anche la scena di un “delitto amministrativo”. L’ennesimo che si verifica nel corso di questo anemico mandato di governo cittadino. E come tutte le scene del delitto va guardata con occhio prospettico, cercando di capire se ciò che si vede rivela qualcosa che non si vede, che si intravvede o che va scoperta con metodi e prassi deduttive.

Cosa è accaduto di tanto rilevante da trasformare un’anonima concentrazione di impianti sportivi in una pomposa Cittadella dello Sport? E’ successo che il Sindaco – pare con ampio dissenso all’interno della Giunta – ha deciso di chiudere cento metri di strada. E quei “cento passi” sono stati sufficienti per un ribattezzo in stile sovietico dell’intera area. Cento passi inutili ai pedoni ma utilissimi agli automobilisti perché consentivano il deflusso delle auto su Via Dante dalla zona popolosa di Via Aldo Moro e l’ingresso da tutta l’area a ridosso di Via Profili.

Sagramola, con tigna degna di miglior causa, ha invece deciso di chiudere in via permanente quei cento metri di strada e di congestionare il traffico. Una decisione che si presume assunta per garantire un beneficio maggiore rispetto al sacrificio di un traffico in tilt. Ed è esattamente in questo punto che si profila il delitto, perché, come asseriva Pascal, talvolta ci sono ragioni che la ragione non conosce

E la ragione si rifiuta di credere che un Sindaco possa decidere di complicare la vita dei suoi cittadini solo per ribattezzare una zona Cittadella dello Sport. Anche perché ogni fabrianese sa che quella era già di suo un’area interamente pedonalizzata, tranne i cento passi, dove è davvero difficile immaginare l’afflusso festante di masse di cittadini liberati dal fardello dei motori

E non regge neanche la tesi di una chiusura che risolve il problema della pista di pattinaggio, perché dalla notte dei tempi la zona veniva chiusa in occasione di gare e  competizioni senza che questo generasse polemiche e senza che circa 2.000 concittadini firmassero una petizione per riaprire il tratto dei “cento passi”.

Ecco allora che la zona degli impianti sportivi si fa scena e i “cento passi” diventano l’arma del delitto. Chi ama il colore giallo del poliziesco sa bene che non c’è delitto senza movente e che il movente è spesso ciò che chiarisce il senso di un’indagine.

Abbiamo detto che la chiusura di quei cento metri non solo non era necessaria ma anche pretestuosa, in quanto ininfluente. Se si voleva davvero dare vita a una Cittadella dello Sport sarebbe stato più logico chiudere il tratto di strada che dalla pista ciclabile costeggia l’antistadio e conduce al parcheggio del PalagGuerrieri. Una soluzione che personalmente non avrei comunque condiviso – per deficit di comprensione rispetto alle isole pedonali realizzate in periferia - ma che sarebbe risultata di certo più logica e più cartesiana rispetto al desiderio del ribattezzo.

E allora quale potrebbe essere il movente? Per provare a immaginarlo o a supporlo dobbiamo seguire l’indicazione di Marcel Proust: guardare le cose con altri occhi, provare ad attivare un acino di pensiero laterale

Chi proviene da Via Campo Sportivo e procede in direzione Cittadella dello Sport non trova più nessuno deviazione a destra disponibile per rientrare su Via Dante. L’unica possibilità è proseguire fino al Palaguerrieri. Ciò significa che il flusso del traffico si sposta inevitabilmente su via Bruno Buozzi. E chi conosce le dinamiche del commercio sa bene che l’affollamento delle vie di prossimità avvantaggia gli esercizi che si affacciano su quelle vie affollate. 

La Cittadella dello Sport, dal punto di vista del movimento delle auto, è un vero toccasana, anzi una vera e propria botta di culo per alcuni operatori economici che lavorano a ridosso di Via Buozzi, a partire dal supermarket cinese. Del resto basta farci un salto per capire e magari anche per leggere più lucidamente sostegni e decisioni. Sarà questa la pista da seguire per risolvere il rebus di una decisione in apparenza incomprensibile? Lo scopriremo solo vivendo.
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